Parafrasare, citare e riassumere nella tesi

Durante le ricerche per la stesura della tesi, si utilizzano spesso molte idee e studi di altri ricercatori e autori. Questo perché la tua tesi approfondisce ricerche e idee già esistenti. Sfruttare le ricerche di qualcun altro può essere fatto in due modi: citando o parafrasando il lavoro di questa persona.

La differenza tra i due metodi è che quando si cita il lavoro di qualcuno, si copiano letteralmente delle frasi; quando si parafrasa, si riscrivono le idee di qualcun altro usando parole proprie.

Tuttavia, è fondamentale citare sempre le fonti usate. Nel caso si omettesse il riferimento bibliografico alle fonti, si commetterebbe plagio.

Citare

Citare significa copiare alla lettera parte di un testo. Si consiglia sempre di limitare l’uso di citazioni letterali poiché rendono l’elaborato meno scorrevole e leggibile.

Inoltre, se si usano troppe citazioni, si darà l’impressione di essere pigri e poco inclini alla ricerca di contenuti. Oltretutto, usando una citazione si può dare l’impressione che non si abbia compreso appieno la fonte o che non si abbia letto il testo delle fonti per intero. Si dovrebbe usare una citazione solo quando davvero necessario.

Per esempio, per rinforzare la definizione di un determinato concetto. Oppure quando l’autore ha scritto una frase così particolarmente accattivante e potente che parafrasarla diminuirebbe la qualità del testo stesso. In alcune discipline, invece, le citazioni sono da considerarsi come vere e proprie prove (nell’analisi di una poesia, ad esempio).

Avverti il lettore che sta leggendo una citazione mettendola tra virgolette. Se la citazione è piuttosto articolata (nello Stile APA, oltre le 40 parole), sarà necessario formattarla fuori testo in forma rientrata senza le virgolette.

Esempio di citazione:

Secondo il vocabolario della lingua italiana Treccani, con il termine citare si intende: “allegare, riportare parole di persone o di testi autorevoli, ricordare fatti o episodi a conferma di quanto si sostiene; riferire passi di opere, sia per esemplificazione, sia anche per semplice diletto estetico” (Vocabolario Treccani, 2014).

Cerca sempre di riportare delle citazioni non troppo lunghe, possibilmente composte da poche frasi. È anche possibile accorciare una citazione; per esempio, si può sostituire una parte ridondante o irrilevante della citazione con l’ellissi (…).

Assicurati che la citazione non sia mai fuori contesto: per esempio, in uno studio che confuta le tue ricerche, cita sempre testi che supportano le tue affermazioni.

Parafrasare

Quando si parafrasa qualcosa, si descrive un testo (o parte di esso) con parole proprie. In questo modo si riuscirà a inserire nell’elaborato una teoria già esistente in modo naturale.

Tuttavia, anche se una parafrasi è scritta con parole tue, l’idea resta di qualcun altro. Per questo è necessario citare sempre la fonte, anche quando si parafrasa.

È altrettanto importante introdurre correttamente la parafrasi. Ad esempio, nel seguente modo: “La Pivano (2005) nei suoi studi afferma che …”.

Esempio di parafrasi

Testo originale

Evitare il plagio
Fonte: Cohn, N. (1965). I fanatici dell’Apocalisse (Rev. ed.). Milano, Italia: Edizioni di Comunità.

“La venuta dell’Anticristo diede luogo a una tensione ancora maggiore. Una generazione dopo l’altra visse in una costante attesa del demonio distruttore, il cui regno sarebbe stato in verità un caos senza legge, un’età consacrata alla rapina e al saccheggio, alla tortura e al massacro, ma altresì il preludio di una conclusione sospirata, la Seconda Venuta e il Regno dei santi. La gente era sempre all’erta, attenta ai “segni” che, stando alla tradizione profetica, avrebbero annunciato e accompagnato l’ultimo “periodo di disordini”; e poiché i “segni” includevano cattivi governanti, discordia civile, guerra, siccità, carestia, pestilenza, comete, morti improvvise di persone eminenti e un’accresciuta peccaminosità generale, non ci fu mai alcuna difficoltà a scoprirli.”

Parafrasi
Molto esplicito a questo riguardo è il Cohn (1965, p.128). Egli tratteggia la situazione di tensione tipica di questo periodo in cui l’attesa dell’Anticristo è al tempo stesso attesa del regno del demonio, ispirato a dolore e disordine, e preludio alla cosiddetta Seconda Venuta, la Parusia, il ritorno del Cristo trionfante. E in un’epoca dominata da eventi luttuosi, saccheggi, rapine, carestie e pestilenze, non mancavano alla gente i “segni” corrispondenti a quei sintomi che i testi profetici avevano sempre annunciato come tipici della venuta dell’Anticristo.

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Parafrasi o riassunto?

Il termine “parafrasi” è generalmente usato quando qualcuno descrive il lavoro di qualcun altro usando parole proprie. Esso, tuttavia, non è propriamente corretto. La parafrasi è la descrizione di una citazione di qualcun altro scritta con parole proprie. Una parafrasi sarà all’incirca della stessa lunghezza della citazione presente nel testo della fonte.

La descrizione intera o parziale del risultato di una ricerca più sostanziale è chiamata riassunto.

C’è una differenza notevole tra parafrasi e riassunto. Tuttavia, in generale (anche nel caso di molte università), si definisce in entrambi i casi parafrasi.

Consigli generali

  • Cita o parafrasa solo autori autorevoli e accreditati nel loro campo di ricerca.
  • È importante che la citazione o parafrasi dia un valore aggiunto al tuo elaborato, senza risultare fuori contesto. Il testo che precede o segue la citazione o la parafrasi dovrebbe servire a spiegare e chiarire cosa si vuol comunicare.
  • Una citazione o una parafrasi non è completa senza un’adeguata citazione nel testo e senza una nota bibliografica formattata correttamente, secondo lo stile di citazione che si vuole adottare.
  • Previeni il rischio di plagio con il Controllo Antiplagio Scribbr.

Regole principali in Stile APA

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Koen Driessen

Koen ha scritto diverse tesi e ha fondato, insieme a Bas e Richard, l’azienda di controllo e revisione tesi Scribbr nel 2012.

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